Santuario N.S. Montallegro

Da dove nascono le Icone della Dormizione?

  

Pur restando ferma la verità dogmatica dell’Assunzione di Maria in corpo e anima, riandando indietro nel tempo, è facile reperire le “narrazioni” da cui gli Iconografi hanno attinto il materiale più vario e spesso anche fantasioso per creare le Icone della “Dormizione di Maria”.
Oltre al Vangelo apocrifo di Giacomo, dunque, le fonti che riguardano il Transito della Madre di Gesù  sono molteplici.
Ne proponiamo due molto interessanti che, al di là della immaginazione devozionale possono essere di grande aiuto nell’interpretare il linguaggio delle Icone e, non ultima, anche la nostra di Montallegro.

Dal “Transito romano” (Codex vaticanus graecus  VI sec.)

Deposero il corpo di Maria sotto l'albero della vita
Gli apostoli entrarono nella casa di Maria e dissero a una sola voce: «Maria, nostra sorella, madre di tutti i salvati, la grazia del Signore sia con te!». Al vederli Maria fu piena di gioia e gridò: «La grazia sia anche con voi. Come siete arrivati qui tutti insieme? Vi vedo radunati». E tutti dissero come, in un attimo, erano stati raccolti dalle nubi da tutte le regioni; ciascuno diceva la terra dalla quale era stato prelevato. Poi tutti, da Pietro fino a Paolo, la salutarono dicendo: «Ti benedica il Signore, il Salvatore di tutti». Maria, allora, esultò nello spirito e disse: «Benedico te, Signore di ogni benedizione; benedico le dimore della tua gloria; benedico il grande cherubino della luce, divenuto tua dimora nel mio grembo; benedico tutte le opere delle tue mani che obbediscono in perfetta sottomissione; benedico l'amore con cui ci hai amati; benedico le parole di vita uscite dalla tua bocca e donate a noi in verità. Credo infatti che quanto hai preannunciato si compirà; tu hai detto: "Manderò tutti gli apostoli dinanzi a te quando dovrai uscire dal corpo", ed ecco che si sono raccolti, e io mi trovo in mezzo a loro come una vite fruttifera, come quando ero con te e tu eri come vite in mezzo ai tuoi angeli e incatenavi il nemico con tutta la sua potenza. Ti benedico con
tutta la forza [ ... ]». .
E mentre diceva queste cose, Maria chiamò Pietro e tutti gli apostoli e li fece entrare
nella sua camera e mostrò loro il corredo funebre. Poi uscì e si sedette in mezzo a loro, mentre le lucerne ardevano [ ... ] e non le si lasciò spegnere, come aveva ordinato Maria. Quando il sole fu tramontato, nella notte tra il secondo e il terzo giorno, Pietro disse agli apostoli: «Fratelli, se qualcuno ha parole di commiato parli pure per tutta la notte fino al sorgere del sole, esortando le folle». E gli apostoli gli dissero: «Chi è più sapiente di te? Ci rallegriamo nell' ascoltare la tua esortazione». [ ... ] Pietro parlò fino all'alba confortando la folla, fino a quando non sorse il sole. Maria si alzò e disse la
preghiera che le era stata data dall'angelo. [ ... ]
Ed ecco apparire all'improvviso il Signore Gesù sulle nubi,' con una moltitudine innumerevole di santi angeli, ed entrò nella camera dove giaceva Maria, con Michele e Gabriele, mentre gli angeli cantavano inni intorno alla camera. E il Salvatore
entrando trovò gli apostoli intorno a Maria e li salutò.
Allora Maria, aprendo la bocca, benedisse dicendo: «Ti benedico perché hai osservato la promessa e non hai rattristato il mio spirito. Mi avevi promesso che non avresti lasciato che gli angeli si avvicinassero alla mia anima, ma che saresti venuto tu, e mi avviene, Signore, secondo la tua parola.2 Chi sono io, misera, per essere fatta degna di tale gloria?». E, dette queste parole, portò a termine la sua vicenda, con il volto sorridente rivolto verso il Signore. Ma il Signore con un bacio prese la sua santa anima e la depose nelle mani di Michele, avvolgendola in pelli di cui non è davvero possibile descrivere lo splendore. Noi apostoli vedemmo l'anima di Maria consegnata nelle mani di Michele, perfetta quanto alla forma umana, priva soltanto delle caratteristiche
proprie del maschio e della femmina, con i soli tratti comuni a ogni corpo e sette volte più splendente.
E il Salvatore disse a Pietro: «Abbi cura di mettere al sicuro il corpo di Maria, mia dimora, ed esci sul lato sinistro della città e troverai un sepolcro nuovo3 e in esso deponi il corpo e restate accanto a lei finché non ve lo dirò». Quando il Salvatore ebbe detto queste cose, il corpo di Maria gridò dicendo: «Ricordati di me, o Re di gloria; ricorda che sono tua creatura, ricordati che ho custodito il tesoro a me affidato». Allora il Signore disse al corpo: «Non ti abbandono, mia perla, tesoro non toccato. Non sia mai che abbandoni il tesoro sigillato finché esso non verrà cercato». E, detto questo, subito salì iri cielo.
Gli apostoli trasportarono e deposero Maria nella tomba e sedettero tutti insieme aspettando il Signore, come aveva loro ordinato. [u.] Mentre discutevano tra loro dell'insegnamento, della fede e di molte altre cose, seduti pressola porta del sepolcro, ecco venire il Signore Gesù Cristo dal cielo insieme a Michele e Gabriele, e si sedette in mezzo agli apostoli. Fece un cenno a Michele con vera voce d'angelo e le nubi discesero fino a lui e su ogni nube c'erano mille angeli davanti al Signore. E il Signore disse a Michele di prendere il corpo di Maria su una nube e di portarlo in paradiso. E, una volta sollevato il corpo, il Signore disse agli apostoli di stargli vicino. Appena furono saliti sulla nube e mentre cantavano con voce angelica, il Signore ordinò alle nubi di procedere verso oriente, dirigendosi verso la regione del paradiso. Appena giunti in paradiso, deposero sotto l'albero della vita4 il corpo di Maria; Michele, presa la sua anima santa, la depose nel suo corpo. Il Signore mandò quindi gli apostoli nei loro luoghi rispettivi per la conversione e la salvezza degli uomini, perché a lui conviene la gloria, l'onore e la potenza nei secoli dei secoli. Amen.

                                                                              (Dormizione di Maria 28-32.33-36.45-48)


Pseudo Cirillo di Gerusalemme
Nulla sappiamo del vero autore di questa catechesi tramandata sotto il nome di Cirillo di Gerusalemme (morto nel 386 ). La datazione più probabile è agli ultimi anni del VI secolo e il luogo di origine sembra essere l'Egitto.

La morte di Maria

Giunto il tempo della sua ascensione, la vergine Maria disse a Giovanni: «Alzati e accendi molte lampade e lanterne perché si fa sera». Quindi prese stoffe di lino e le stese per terra; cosparse di profumi le stoffe e stette in piedi su di esse. Disse allora agli apostoli: «Pregate la misericordia divina perché di noi abbia pietà». Allora stese le mani, rivolse il viso verso oriente' e si mise a pregare il Signore.
Dopo aver pregato, si distese sulle stoffe e sugli incensi con il viso rivolto a oriente, ed ecco che il Signore Gesù Cristo venne da lei sui carri dei cherubini, mentre gli angeli lo precedevano. Si fermò davanti a sua madre e le disse: «Non temere la morte, la vita intera è davanti a te; ma è necessario che tu guardi la [morte] con i tuoi occhi; di certo, però, essa non potrà venire se io non glielo comando». Quindi Cristo aggiunse: «Vieni tu che esci dai forzieri australi!». Quando [Maria] vide [la morte], la sua anima si attaccò al petto di suo figlio che la ricoprÌ con il manto celeste; e gli apostoli posero le loro mani sugli occhi di lei.
Così si addormentò in un sonno sereno nella notte del 21 del mese di tobi, nella pace di Dio. Amen.

 
                                                                                        (In onore della Vergine 21,48-50)  

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