Santuario N.S. Montallegro

Feste di luglio

Feste di luglio: è sempre una questione di… angeli

A coinvolgere subito l’attenzione del pellegrino e del turista che varcano la soglia del Santuario di Montallegro è la statua processionale dell’Apparizione.
Il simulacro della S. Vergine che affida al Chichizola il Quadretto, indubbiamente, fa bella mostra di sé e soddisfa l’immaginario religioso della stragrande maggioranza dei visitatori. Illuminato poi, quasi quotidianamente, da ceri devozionali e da mazzi di fiori freschi, lascia intendere che la pietà popolare tiene ancora ed è fortemente sentita nel Capitaneato.
Il “Quadretto”, invece, pur essendo il “Segno di predilezione” - così amano definirlo i Rapallini - rimane distante. Relegato e solitario nella sua reggia dorata, si intravede in fondo alla navata, in alto nel presbiterio, alla stregua di un prezioso quanto misterioso oggetto da tenere lontano da mani sacrileghe.
Non gode di omaggi floreali e di premure che i fedeli riservano con visibile soddisfazione alla effigie della “nostra Madonna” che si manifesta ad un povero Chichizola qualunque.
Eppure - me lo ripeto sovente nei frequenti spazi di preghiera solitaria - il “vero” dono della Madonna è il Quadretto: unico Segno tangibile della Presenza che nel tempo si rivela come materna e continua mediazione.
Questa piccola Icona da viaggio che sovrasta l’altare maggiore è, così, l’unica grande eredità lasciata dalla Madre di Gesù alla Rapallo di sempre. Ne consegue che, a ridare forte impulso alla devozione mariana - lungi da preoccupazioni devozionali mirate a chiedere favori e miracoli in tempo reale - dovrebbe essere la riscoperta del messaggio che il Quadretto continua a suggerire ai cercatori di Dio che si soffermano davanti all’Immagine in pura e contemplativa gratuità. Perché solo ai contemplativi può essere rivelata l’originalità del messaggio di un’Icona: forte invito a riconsiderare la vita; la pienezza di una vita che va oltre la morte.
L’Amore Trinitario che avvolge con tenerezza l’umanità ferita (la Madonna distesa sul letto funebre) ricorda al contemplativo che la vita prevale sempre; prevale già ora, nell’arco dell’esistenza che quotidianamente sperimenta le tragiche conseguenze della sofferenza e del dolore.
Non dimentichiamo che il Quadretto raggiunge il Borgo in tempi di profonda prostrazione psicologica di grande miseria; e in quel contesto di grande trepidazione si rivela Annuncio, bella Notizia: la vita dei Rapallesi può rinascere nonostante le incursioni dei pirati.
Chi porta, oggi questo Annuncio dopo tanti anni dalla prima testimonianza coraggiosa di Giovanni Chichizola? Chi ripete l’Annuncio nel tempo?
Osservando la volta a botte del Santuario, all’inizio della navata, è possibile ammirare il primo affresco del Boero: descrive un volo d’angeli che sostiene il Quadretto in procinto di entrare nel tempio.
Da dove vengono gli angeli? A suggerire la risposta è un’altro affresco che si trova giù in città: nella Parrocchiale di Rapallo.
Anche laggiù, all’ingresso del tempio, sollevando lo sguardo, notiamo lo stesso volo d’angeli che sorvola l’antico Borgo.
L’Angelo - lo sappiamo per l’etimo del sostantivo - rimanda all’azione di un verbo che solo Dio può coniugare. L’annuncio dell’Angelo, infatti, è Parola proferita che diventa carne, Presenza. E nel Quadretto, con la mediazione della Vergine dolcemente custodita nel cuore della Trinità, il Padre ascolta la voce del popolo che invoca aiuto e nel soffio vivificante del Consolatore ci mostra Gesù, “frutto benedetto del seno di Maria”.
Questo l’Annuncio. Questa la Novità. Questa la bella Notizia di sempre!
Chi percorre le vie di Rapallo riconosce facilmente, sulle facciate o all’ingresso delle abitazioni, il Quadretto o il simulacro dell’Apparizione. Il Gonfalone del Comune, poi, mostra con orgoglio il Monogramma mariano. Ultimamente, nei manifesti funebri, compare sempre più sovente l’immagine della Madonna di Montallegro. Quanti richiami. Sono una continua provocazione a fare memoria di un glorioso passato.
Alla fine di queste riflessioni, mi chiedo… e mi chiedo con forte preoccupazione… Le immagini, gli affreschi murari, le monografie (e sono tante), le sparate… sono ancora Annuncio, autentiche Novità per un popolo che sembra distratto?
Guai se non fosse così. Sarebbe un vero peccato se tanta “memoria” si trasformasse in polveroso materiale da museo.

 

Don Salvatore Orani

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