Santuario N.S. Montallegro

Preghiera per la guarigione della memoria

 



Tra le malattie psichiche, molti sottolineano, ad esempio, quelle caratterizzate principalmente dall’odio di sé, dall’incapacità di fidarsi, dal complesso di colpa, dall’ansietà, dalla paura del futuro, dai risentimenti soffocati. Queste sono malattie che inducono, come un terreno propizio, a comportamenti peccaminosi, come ad esempio, l’aggressività, le discussioni accese, la violenza criminale, la lussuria, la cupidigia, la frode, il furto e la menzogna eretta a sistema.

La malattia interiore si distingue da quella psichica, perché pone l’uomo in uno stato di disagio, di paralisi che impedisce il pieno sviluppo della Vita che il Signore ci è venuto a portare e disturba il rapporto con Dio e con gli altri. In altri termini possiamo dire che la malattia interiore è una patologia dello “spirito” dell’uomo, mentre la malattia psichica è una distorsione della mente. Certo, per ogni tipo di malattia possiamo chiedere al Signore, con la preghiera personale e comunitaria, la guarigione. Tuttavia c’è da sottolineare che la guarigione delle malattie interiori chiama in causa il concetto di liberazione: si tratta infatti di essere liberati, non di rado, da forze o potenze occulte che disturbano il rapporto di Amore tra Dio e l’uomo e tra l’uomo e l’uomo. In questo caso la preghiera per la guarigione interiore permette a Dio di liberare, nel nome di Gesù, il nostro spirito, vale a dire il nostro “io” più profondo, da tutte quelle situazioni che impediscono l’armonia del vivere spiritualmente.

Altri, invece, pensano che il concetto di guarigione interiore appartenga alla psicologia. Altri ancora, come Daniel Ange, pensano invece che ci sia una soglia al di là della quale la psicoterapia non può spingersi, un campo dove essa non avrà mai accesso.

La psicoterapia potrà curare le mie nevrosi, ma non raggiungerà mai l’essere nella sua totalità e non toccherà se non una parte di ciò che la preghiera per la guarigione interiore può raggiungere. Questa infatti va alla radice di ogni male, alla sua origine, che si può riassumere nel mancato rapporto con Dio. Essa ancora risana la malattia interiore che è causa di tutti gli altri comportamenti negativi. Infatti, risanata e guarita la relazione con Dio, vengono nel contempo risanate tutte le altre relazioni in maniera armoniosa a partire dalla relazione con se stessi.

A questo punto desidero mettere in evidenza una delle patologie spirituali più diffuse nella vita di tante persone ed anche in quella di non pochi cristiani i quali avvertono un disagio profondo nel rapportarsi con se stessi e quindi anche con Dio e con gli altri. Un disagio camuffato in mille maniere.

Parlo degli eventi negativi della nostra vita passata che ci hanno ferito in modo cruento e devastante. Il ricordo di queste ferite ci accompagna per tutto il resto del cammino dentro la nostra storia quotidiana rendendola difficile, condizionando i nostri sentimenti e orientandoli alla continua ricerca di compensazioni affettive, di prestigio, di primazialità. Non è, infatti, rimuovendo il “ricordo” di un evento spiacevole, che la memoria viene guarita: tutt’altro! Il ricordo viene semplicemente “sepolto” nel profondo delle macerie del nostro cuore. Di tanto in tanto emerge con il suo grido di ferita ancora sanguinante, per sfuggire al quale cerchiamo le strade delle compensazioni.

C’è una guarigione per questo?
Sì, certo: è la guarigione della memoria.

Il risanamento dei nostri ricordi si basa sulla realtà-verità dell’Amore eterno di Gesù per ogni uomo e quindi per ciascuno di noi. In ogni periodo ed in ogni occasione della nostra vita, Gesù si è sempre ricordato di noi, ci ha amati. Ha camminato al nostro fianco, offrendoci sempre, ad ogni mutare degli eventi, tutto quello che ci era necessario per vivere in maniera veramente libera.

Quando nella preghiera presentiamo a Gesù un ricordo, chiedendoGli di risanarlo, quello che è più importante è domandarGli, con semplicità e fiducia, di mostrarci “quel” ricordo “completo”. Ciò significa pregare perché Gesù ci aiuti a vedere tutto ciò che è accaduto a proposito di quell’episodio che tormenta la nostra memoria, soprattutto i dettagli, a cui allora non avevamo posto attenzione. Ci vuole la forza dello Spirito per guardare in faccia questi ricordi, questi eventi, che tanto ci hanno ferito, facendoli emergere dalle profondità del nostro spirito. E’ un atto coraggioso di fede chiedere a Gesù che ce li mostri interamente e senza preclusioni.

Ma questo ancora non è sufficiente! Occorre subito fare un altro passaggio importantissimo: dobbiamo chiedere a Gesù di rivelarci, come e quanto, Lui fosse stato presente in “quella situazione” o in “quell’evento” che ci ha ferito. E quì la preghiera diventa quasi visiva e contemplativa allo stesso tempo. Infatti, è la sua Presenza che rende liberante e risanante, ciò che mi è apparso di quell’evento.

Senza di Lui c’è solo morte e distruzione. Senza di Lui non saremmo mai capaci, in questa situazione, di gioie vere ed autentiche. In una parola, non sapremmo mai godere della Bellezza della Vita. Con Lui c’è sì, la Croce, ma anche la Vita e la crescita. Con Lui possiamo riprendere con gioia il nostro andare lungo la strada della vita, che, se pur fatta di mille e mille difficoltà, non arresta la sua corsa.

In particolare sono tre i modelli di preghiera per la guarigione della memoria.

Il primo è quello di vedere Gesù dentro gli eventi negativi della nostra vita.

Il secondo è quello di vedere noi stessi dentro gli avvenimenti della Vita di Cristo.

Il terzo infine consiste nel pregare sui propri sentimenti ed emozioni alla luce dei sentimenti e delle emozioni di Gesù.

Il primo modello di preghiera, ci aiuta nel processo di guarigione a vedere la presenza di Gesù “dentro” i vari avvenimenti della nostra vita passata, in modo particolare quelli che la nostra memoria ha conservato dolorosamente nel cuore. Filtriamo i ricordi per vederli dal punto di vista di Gesù. Guidati dallo Spirito vogliamo identificare un ricordo che Gesù vuole sanare ora, adesso.

Il secondo modello di preghiera, ci porta ad identificare un nostro ricordo o una nostra situazione vissuta con un avvenimento vissuto da Gesù e descritto nei Vangeli. Questo tipo di preghiera ci aiuta ad acquisire “gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù” (Filippesi 2, 5). Si tratta di una guarigione che avviene attraverso la Parola viva. Essa ci porta ad una maggiore unione con Gesù e, attraverso di Lui, con il Padre: “In quel giorno voi saprete che Io sono nel Padre e voi in me ed io in voi” (Giovanni 14,20).

Il terzo modello di preghiera ci aiuta, nel processo di guarigione, a saper reagire come reagiva Gesù davanti ai sentimenti e alle emozioni provocate da fattori esterni.

Cosa fare e cosa fare per creare un rapporto con i nostri sentimenti, per utilizzarli come “motore”, come carica di energia, ai fini della nostra crescita e risanamento spirituale? La risposta è: Guardare a Gesù! Gesù ha avuto paura: guardo attraverso i racconti del Vangelo, i momenti di paura e li accosto ai miei. Gesù è stato vilipeso: guardo i momenti in cui Gesù ha vissuto questa esperienza e chiedo di avere i suoi stessi sentimenti nel momento in cui anch’io ho vissuto la medesima situazione. Gesù è stato tradito: anch’io sono stato tradito. I ricordi dei tradimenti sono sempre i più brucianti e segnano una vita. Accosto i miei sentimenti, derivanti dai tradimenti subiti, a quelli di Gesù. E così via. Nelle sofferenze di Gesù ritroviamo tutto ciò che ci ha fatto soffrire nella vita: la sua umanità è un libro di vita da cui possiamo imparare a vivere nella libertà ritrovata.

C’è poi una modalità per fare bene la preghiera.

Essa va fatta lentamente, prendendo una posizione comoda e rilassata. Si concentra tutta l’attenzione su Dio e la potenza del suo Amore. Chiudiamo gli occhi o li fissiamo sull’ immagine di Gesù a noi più cara, oppure sulla fiamma di una candela, pensando al grande Amore che Gesù ha avuto per ciascuno di noi.
Poi invochiamo lo Spirito di Dio, perché sia Lui a prendere le redini della preghiera e ad indicarci su quale dei tanti sentimenti che brulicano nel nostro cuore inquieto, dobbiamo concentrare la nostra preghiera.

La vita chiama la Vita! Essa diventa tenebra solo se non c’è slancio!
Slanciamoci, dunque, non subendo le ferite del nostro passato, ma reagendo con coraggio, andando incontro a quel Gesù che è già dentro le nostre ferite, per avere finalmente il coraggio di guardarle al loro interno! Gusteremo allora la gioia della libertà.

La guarigione interiore suppone che esistano delle malattie interiori. Ma cosa si intende per malattia interiore? Ed in particolare come si fa a distinguere una malattia interiore da una psichica?

 

P.Augusto Drago

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