Santuario N.S. Montallegro

LA CORREZIONE FRATERNA

Se il tuo fratello commette una colpa, và e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ti ascolterà, prendi con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà neppure costoro, dillo all’assemblea; e se non ascolterà neanche l’assemblea, sia per te come un pagano e un pubblicano.
(Matteo 18,15-17)

 
Correzione fraterna… cosa difficile
 
Nel vangelo si parla di correzione fraterna. Come si può collegare il dare amore senza tanto chiedere, perché a volte nelle comunità viene un po’ enfatizzata questa cosa.
 
Gesù parla della possibilità, nella Comunità cristiana, di quella che viene chiamata correzione fraterna, cioè di correggere quello che sbaglia. E’ possibile; ma Gesù mette tante condizioni che la rende impossibile perché dice: quando tu vedi un fratello che sbaglia, sì lo puoi correggere con amabilità però prima attento, guarda, stai attento perché tu che vedi la pagliuzza nell’occhio del fratello per caso non hai una trave conficcata nel tuo.
Allora quando tu ti metti a guardare la trave conficcata nel tuo, ti passa la voglia di guardare la pagliuzza conficcata nell’occhio del fratello.
Sì, è possibile correggere fraternamente il fratello, però le condizioni che ha messo Gesù la rendono praticamente invalida. Certo il fratello che sbaglia bisogna farglielo presente con tenerezza, con dolcezza. Però, prima, siccome bisogna tirar fuori la trave e ce ne vuole a tirar fuori la trave dall’occhio, quando l’hai tirata fuori non vedi più la pagliuzza nell’occhio del fratello.
Inoltre, rifacendoci al vangelo di Giovanni, al capitolo 15, il passaggio su “la vite e i tralci”, possiamo aggiungere che se c’è in un tralcio qualcosa di negativo, ci pensa il Padre a purificarlo, attenzione, non gli altri tralci.
C’è sempre la tendenza degli altri tralci di correggere - la correzione fraterna - , di modificare la vita degli altri, di indirizzare. Attenzione!
I danni possono essere irreversibili. E neanche il tralcio: se io penso che una mia tendenza, un mio difetto, sia negativo, e magari mi impegno per sradicarlo, attenti perché posso andare a togliere proprio quel filo di quella trama che facevano la mia personalità. E i danni sono irrimediabili.
 

Fratelli, qualora uno venga sorpreso in qualche colpa, voi che avete lo Spirito correggetelo con dolcezza. E vigila su te stesso, per non cadere anche tu in tentazione.
(Galati 6,1) 

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