Santuario N.S. Montallegro

INCONTRO DELL´8 DICEMBRE 2012

AMATEVI L'UN L'ALTRO, MA...

Allora Almitra di nuovo chiese:
Che ne pensi del Matrimonio, Maestro?
 
Ed egli rispose: Siete nati insieme,
e insieme sarete per sempre.
Voi sarete insieme quando
le bianche ali della morte
disperderanno i vostri giorni.
Sì, sarete insieme persino
nella silenziosa memoria di Dio.
Ma lasciate che vi siano spazi
nel vostro stare insieme,
E lasciate che i venti del cielo
danzino tra voi.
 
Amatevi l'un l'altro,
ma dell'amore non fatene un vincolo:
lasciate piuttosto che vi sia
un mare in movimento
tra le sponde delle vostre anime.
 
Riempitevi reciprocamente la coppa,
ma non bevete da una singola coppa.
Datevi l'un l'altro un po' del vostro pane,
ma non mangiate dalla stessa pagnotta.
Cantate e danzate insieme e siate gioiosi,
ma fate che ognuno di voi possa star solo,
come sole sono le corde del liuto
sebbene vibrino della stessa musica.
Datevi il cuore,
ma non per trattenervelo l'un l'altro.
 
Poiché solo la mano della Vita
può contenere il vostro cuore.
E reggetevi insieme,
senza però stare troppo vicini:
Poiché le colonne del tempio
sono collocate a una certa distanza,
E la quercia e il cipresso
non crescono l'uno all'ombra dell'altro.
 
Se la diversità non viene vissuta come ricchezza, diventa nella coppia fonte di conflitto, di sopraffazione, offuscandone l'armonia, la parità.
Si tende a stabilire il dominio dell'uno sull'altra.
La coppia si perde di vista; non s’impegna nel quotidiano per armonizzare la diversa sensibilità, ma instaura, molte volte, un rapporto di competizione per dimostrare chi sia più forte.
Anziché un rapporto di complementarità, si viene a realizzare un gioco perverso per dimostrare all’altro di essere migliore, superiore.
Si scade così in una relazione falsata, dove ognuno tende a nascondersi agli occhi dell’altro.
 
Le proprie debolezze vengono volutamente occultate per non offrire all’altro occasioni per farlo esprimere con espressioni trionfalistiche come: “Te lo dicevo io” oppure “Ben ti sta così impari”, affermando una sorta di stupida superiorità, in cui si delinea la distanza tra i due, innalzando steccati.
Si pone una linea di confine da non travalicare altrimenti è conflittualità più o meno aperta, con pochi momenti di tregua.
 
La coppia così passa ad osservarsi con distacco, pronta a sottolineare con asprezza la diversità.
C’è sempre il rischio reale di soffocarsi a vicenda.
Quanta realtà di questo tipo viene vissuta nelle nostre famiglie oggi!
 
La relazione dalla reciprocità, dalla complementarità si trasforma lentamente in affermazione di potenza, dove non viene più valutato il bene comune, ma l’affermazione di sé a discapito dell’altro diventa il terreno su cui muoversi.
 
 
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