Santuario N.S. Montallegro

Inaugurazione dell´Organo del Santuario

Organo restaurato

Organo in fase di restauro

 

Concerto per il restauro dell’Organo

Santuario N.S. di Montallegro - Rapallo

8 febbraio 2014

TESTI A CURA DI:
Gian Francesco Amoroso
Salvatore Orani
AA. VV. “Gli organi della Diocesi di Chiavari”
 
 
PREGHIERA DI BENEDIZIONE DELL’ORGANO
 
Sii benedetto, Signore Dio nostro,
bellezza antica e sempre nuova,
che governi il mondo con la tua sapienza
e con la tua bontà lo rivesti
di splendida luce;
a te cantano i cori degli angeli,
sempre pronti ad ogni tuo cenno;
a te inneggiano gli astri del cielo,
nel ritmo costante del cosmo;
te santo proclama l’assemblea dei redenti,
e con il cuore, la voce, la vita
celebra la gloria del tuo nome.
Anche noi, tuo popolo,
radunato in festa nella tua casa,
ci uniamo al canto universale,
magnificando con la Vergine Maria
i prodigi del tuo amore;
concedi la tua benedizione
a tutti gli interpreti
e cantori della tua lode
e a questo strumento sonoro,
perché accompagnati
dai suoi accordi armoniosi
possiamo associarci
alla liturgia del cielo.
[dal Benedizionale]

 Breve storia dell’organo

DEFINITO DA MOZART il «re degli strumenti» per le sonoritàmaestose e la magnificenza architettonica, l’organo affondale proprie origini in tempi assai remoti.Il primo organo comparve in Egitto, durante il periodoellenistico nella celebre scuola di Alessandria, fondata nel 332 a.C. da Alessandro Magno. In questo contesto, precisamente sottoil regno di Tolomeo Evergete I, operò Ctesibio il meccanico, ideatoree costruttore di un marchingenio chiamato Hydraulis, terminetradotto successivamente in organo idraulico.Grazie ai resti rinvenuti in alcuni insediamenti romani diPompei e Aquincum (l’attuale Budapest) e alle descrizioni contenutein alcune cronache antiche, ci sono note le caratteristichedell’organo primitivo. L‘Hydraulis era alimentato da un sistemaad aria compressa attraverso pompe manuali poste in recipienticontenenti acqua, era munito di una sola tastiera e alcuni registri.
L’uso che se ne faceva era essenzialmente profano: era impiegatodurante gli spettacoli circensi.Sin dal principio questo strumento ebbe una fortunatadiffusione nel mondo classico, nell’impero bizantino d’oriente epresso gli arabi. Scomparso nell’Occidente a causa delle onde barbaricheritrovò la via dell’Europa nel 757 quando l’imperatoreCostantino Copronimo inviò in dono a Pipino il Breve, re deiFranchi, un prezioso organo bizantino che venne collocato nellachiesa di Compiègne dedicata a San Cornelio Martire. Si supponeche tale strumento non fosse idraulico bensì a mantici. Duranteil primo millennio a. C. infatti l’organo iniziò a essere alimentatonon più dalla pressione dell’acqua ma dall’aria, ed è in questoperiodo che fu promosso dalla Chiesa d’Occidente come strumentoliturgico contrariamente a quanto avvenuto in oriente, oveancora oggi l’organo a canne mantiene la sua connotazione profanae non è ammesso alla liturgia.Durante il Medio Evo la tastiera, dall’estensione notevolmente limitata,fu progressivamente ampliata; ulteriori evoluzioni significativeavvennero nei secoli XIV e XV con l’introduzione dellapedaliera e l’arricchimento delle sonorità timbriche.In Italia, fin verso la seconda metà dell’Ottocento l’organo mantienedelle dimensioni piuttosto contenute, fondamentalmentecon una sola tastiera, ed è caratterizzato da una voce trasparentee cristallina a differenza degli strumenti d’oltralpe dove gli organiraggiungono notevoli dimensioni, articolandosi in vari piani ecorpi sonori corrispondenti a più tastiere ove le sonorità dominantipossono essere quelle severamente solenni (Germania), brillantementevivaci (Francia), grandiosamente squillanti (Spagna).Artefici sommi di questo grandioso strumento furono i numerosiartigiani organari; in Italia è opportuno ricordare le storiche famiglieAntegnati di Brescia, Serassi di Bergamo, Carrara di Legnano,Amati e Lingiardi di Pavia, Prestinari di Magenta eMascioni di Cuvio; infine, Pacifico Inzoli di Crema che ha costruitol’organo di Montallegro nel 1907.Negli anni 2012 - 2013, la Bottega organara Dell’Orto & Lanzinidi Dormelletto (No), in pieno “rispetto per il passato e amore peril futuro” ha messo mano ad un profondo restauro del nostro organo.Affianco a questi abili e straordinari costruttori è doveroso citarei compositori che si sono dedicati ad arricchire la letteratura musicaleorganistica: Andrea e Giovanni Gabrieli, Claudio Merulo,Girolamo Frescobaldi, Dietrich Buxtehude, Johann SebastianBach, Johannes Brahms, Felix Mendelssohn Bartholdy, CésarFranck e Max Reger, per citare i più noti.Come scrisse il M° Luigi Benedetti « L’organo, in una chiesa,deve respirare e vivere in simbiosi con ogni azione sacra e liturgicache in essa si compie. Deve però anche essere al centro diuna attività culturale che valorizzi la musica, in particolare la musica sacra ».
 
 

L'organo nella liturgia

NEL SECOLO XVI il Concilio di Trento aveva dichiarato: «LaChiesa riconosce l'organo come suo strumento musicale,sommamente adatto all'indole e alla natura del canto sacro».Successivamente Pio XI ne ha dato una chiara definizione, sottoil punto di vista funzionale: «L'organo è lo strumento musicaletradizionale della Chiesa, che per la sua meravigliosa grandiositàe maestà fu stimato degno di sposarsi ai riti liturgici, sia accompagnandoil canto, sia diffondendo armonie soavissime durantei silenzi del coro».Infine, il Concilio Vaticano ha affermato: «Nella Chiesa latina l'organoa canne sia tenuto in grande onore; è lo strumento musicale tradizionale,il cui suono è in grado di aggiungere un notevole splendore ai ritidella Chiesa e di elevare potentemente gli animi a Dio e alle cose celesti».L'organo acquisisce pertanto una funzione non solo di sostegnodel canto ma diviene voce, espressione di quel linguaggio sacropuramente strumentale tramite composizioni quali toccate, preamboli,graduali, interludi, offertori, versi, ricercari, elevazioni,invocazioni, ovvero tutte quelle forme musicali composte appositamenteper i vari momenti del culto.Corrado Moretti nella sua celebre monografia sull'organo italianoafferma: «Dalle sue evanescenze e profondità, la sonorità dell'organoriesce, quasi come una delle grandi voci di natura, a parlareallo spirito umano come eco di voce del Creatore. Il profano nonla tocca, mentre lo spirituale la sublima, perché sa di essere unlinguaggio che interpreta facilmente il colloquio con Dio. Cosìhanno inteso l'organo i due più grandi organisti. Frescobaldi eBach». Frescobaldi con i Fiori Musicali (una raccolta di brani organisticiper la messa ordinati secondo l’Ordinarium e il Proprium) e Bachcon l’Orgelbuchlein (antologia di corali organistici) basati sui temidegli inni luterani suddivisi secondo i momenti e i temi dell’annoliturgico, attraverso la tecnica del cantus firmus e l’uso sottile diprofonde simbologie teologiche e numeriche, raggiungono i piùalti livelli espressivi nel genere della musica sacra e liturgica.Il fedele nell’udire tali composizioni non è più di fronte a un merofattore estetico, ma contempla, tramite una narrazione sonora, ipassi delle Scritture attraverso momenti di attesa, di giubilo, didolore e di lode a Dio.Questo repertorio fortunatamente tramandato e sopravvissutonei secoli ha fatto si che l’organo divenisse inscindibile dalcontesto della preghiera e dall’atmosfera del sacro.Quale meraviglia fuggire dal caos cittadino, entrare in unachiesa e ritrovare il silenzio nel suono dell’organo che eleva la nostrapreghiera con la sua voce armoniosa!
 
 

L'organo del Santuario di Montallegro

Organo costruito da Pacifico Inzoli nel 1907.
Collocato in cantoria sopra l’ingresso principale. Cassa lignea addossata
alla parete, aperta anteriormente in 5 campate, tre ad arco
(1a, 3a, 5a) con profilo piatto.
Facciata di 63 canne disposte in cinque campate. Nelle campate
dispari le bocche, con labbro superiore a scudo, sono contrarie
all’andamento delle cuspidi.
Consolle inserita nel mobile, a trasmissione pneumatica, con due
tastiere di 58 tasti (Do1 – La5) e pedaliera concavo-radiale di 32
pedali (Do1 – Sol5).
Registri azionati da placchette a bilico poste in una fila sopra la
tastiera.
Grand’organo Espressivo Pedale
Tromba 8 Flauto 4 Violoncello 8
Flauto 8 Oboe 8 Bordone 16
Voce celeste 8 Voci umane 8
Dulciana 8 Viole e violini 8 P
Principale 8 Bordone 8 P
Ottava 4
Decimaquinta 2
Ripieno 3 F
La consolle dispone delle consuete unioni.
Due mantici a lanterna collocati nel basamento ed uno collocato
a destra dello strumento, tutti alimentati da elettroventilatore.
Somiere maestro del tipo “a tiro”; altri somieri per II manuale,
Principale 8, Bordone 16 ed altri somieri collocati all’interno dello
strumento, difficilmente accessibili direttamente.
Crivello in legno con bocche soprastanti.
Lo strumento fu revisionato nel 1995 dalla ditta “Bossola” di Genova
 
 

Lavori di restauro ad opera

della “Bottega organara Dell’Orto & LanziniL’organo è stato smontato in ogni sua parte, debitamente imballatoe trasportato nel nostro laboratorio.La pulitura delle parti è avvenuta di norma mediante aspirazione,spazzolatura ed allontanamento dei residui con getto d’aria compressa,facendo ricorso ad acqua demineralizzata, deboli solventivolatili o saponi non aggressivi ove necessario a rimuovere le incrostazionipiù tenaci, limitando il ricorso a sostanze abrasive,nell’ottica della massima conservazione delle superfici del materiale.Le tastiere sono state restaurate. La pedaliera è stata rinnovata,riportandola all’ambito originale di 25 note. La trasmissionedei manuali è stata ricostruita con compendi in acciaio rettificatoe palette d’ottone. Il funzionamento è stato reso il più silenziosopossibile, compatibilmente con la precisione del tocco, attraversoun’attenta calibratura delle molle dei ventilabri ed una scrupolosataratura del moto dei tasti e delle catenacciature.La trazione dei registri è stata ricostruita a sistema elettrico, mantenendogli originali attuatori pneumatici di tiro dei pettini deisomieri.I somieri sono stati smontati, puliti e trattati contro il tarlo.I mantici sono stati restaurati con la sostituzione delle pelli esaurite.Le canne di metallo sono state pulite internamente ed esternamente.Si è provveduto al riordino del materiale fonico in basealle scalature dei diametri, nel rispetto dell’impostazione Agati.Le canne sono state passate sulla forma per recuperare ammaccaturee cedimenti, rispettando il più possibile i parametri d’intonazione.L’organo è stato accordato alla pressione di 65 mm dicolonna d’acqua secondo temperamento equabile. Il corista è risultatoLa=438 Hz alla temperatura di 15,8°C con umidità relativadel 58%.(Sintesi della Relazione)
 
Sedeva all’organo…
A DARE LODE AL SIGNORE con la preghiera fatta melodia, sonosoprattutto i Maestri della nostra Comunità diocesana.Uno in particolare rende viva la sua memoria: Giovanni BattistaCampodonico.“Splende in alto”, inno alla Madonna di Montallegro è dedicato alRettore del Santuario Mons. Giuseppe Leone Ceria.La foto in basso lo ritrae, insieme al Vescovo Marchesani e al can.Giovanni Casaretto, mentre a conclusione del solenne Pontificaledel 2 luglio 1957, firma la Messa “Regina Montis Laeti” compostain occasione del 400° anniversario dell’Apparizione.Un’altra personalità di spicco nell’arte musicale era il M° DanteSciutti, organista della Basilica di Rapallo.Fedele ad ogni appuntamento solenne, gli era caro suonare contenerezza espressiva le lodi della Madre di Gesù, proprio qui, sulColle benedetto; felice e visibilmente commosso nell’accompagnare e cantare la sua… “Ave Maria”… a Montallegro.
 
 

nel  CD (edizioni Santuario)

REGINA MONTIS LAETI: "Il canto, la gioia del pregare" 

 

potrai ascoltare tutte le più belle "Ave Maria" dei migliori autori

e la recitazione della preghiera alla Madonna di Montallegro

 LO PUOI TROVARE AL SANTUARIO

l' opera è stata realizzata per contribuire al restauro dell'antico organo

 

 

SANTUARIO N.S. MONTALLEGRO Via al Santuario, 24 16035 Rapallo (GE)
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