Santuario N.S. Montallegro

Icona di Montallegro

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Icona greco-bizantina  dell’Assunzione o Dormizione della Vergine -  datazione anteriore all’ XI sec.

Si tratta di una tavoletta di legno di pioppo delle modeste dimensioni di cm 18 x 15, incavata ad arco nella parte superiore e nella quale già quattro secoli fa  erano rilevabili i segni del tempo e qualche tarlatura e che, prodigiosamente, non ha conosciuto poi ulteriori corrosioni e oggi si presenta in tutta la vivezza dei colori originali.
Rappresenta il transito in cielo di Maria che appare  su una bara  coperta sino a terra da un tappeto rosso,        il corpo avvolto da un manto bruno. Le braccia sono distese sul petto, le mani incrociate, i piedi nudi e sul capo l’aureola della gloria. Sopra l’aureola si leggono le sigle greche MP OY ossia MHTHP OEOY, Madre di Dio.

LA SIMBOLOGIA
L’icona è impostata sul rapporto verticale della Trinità che si staglia solenne al centro, in un fulgore di raggi dorati su sfondo verde-azzurro, e il corpo orizzontale della vergine, avvolto  in un manto bruno: questi due elementi simboleggiano l’unione fra cielo e terra (l’oro rappresenta la luce divina e il verde e azzurro il cielo e la terra). La veste splendente della Trinità s’incrocia con le tenebre della terra, simboleggiata dal manto scuro della Madre.  Il tutto è iscritto in un triangolo che rappresenta il definitivo dell’Eternità.

GLI SGUARDI
Intorno vi ruota la vita della Chiesa. Da un lato, in basso,  sei apostoli contemplano il mistero della morte nel corpo rigido e sereno della Madre; tre, in alto,  adorano la Trinità che tiene avvolta nel suo manto la Vergine con  i lineamenti di una bambina che cresce e s’innalza verso l’Assunzione, tre infine, al centro fissano noi, quasi a farci partecipi dell’Evento e a significare che questa è l’esperienza che tutta la Chiesa deve condividere.



IL VEGLIARDO (Padre della chiesa ?)
Dall’altro lato un nobile vegliardo – Vescovo o Padre della Chiesa – tenendo aperto il Libro delle Scritture fissa la Trinità che si rivela nella sua piena complessità, cioè cone Dio trino e uno. In questa epifania particolare la Trinità compare in un solo corpo umano avvolto     in panni  rossi sbuffati: dal suo collo escono tre teste identiche in età e fattezze. (1)

NELLA CHIESA
Il tutto si raccoglie in un cerchio in cui si inserisce   una grande arcata,  per significare che l’Evento si svolge all’interno e per la vita della Chiesa.
     
MADRE DI DIO
Le iscrizioni greche HP OY – abbreviazione  di Teotokos – Madre di Dio – sono poste tanto accanto alla testa del corpo esanime di Maria, quanto sopra la testolina aureolata dell’Assunta. La piccola figura della Madre di Dio,sostenuta in un abbraccio ieratico dalla Trinità non ha il volto ringiovanito, né è vestita di panni candidi. Questa condizione dimessa nell’atto dell’Assunzione, nonché il fatto che Maria non si trovi ancora nella posizione d’onore che  tocca alla Vergine glorificata, ossia alla destra della Divinità, indica chiaramente la sua funzione di mediatrice tra Dio e l’umanità.
Le tre stelle dorate  sul velo scuro della Vergine, sulla spalla destra, sinistra e sulla fronte, significano la sua Verginità prima, durante e dopo il parto: dignità che arricchisce ogni donna.


NELLA LUCE DI DIO
Le tonalità calde e vivaci in cui predominano il rosso e l’oro – energia e luce divina – il corpo della Vergine rigido ma aereo e senza peso, i volti pacati e mesti ma non disperati, l’atteggiamento statico ma non fisso - anche l’Apostolo che incensa lo fa molto lentamente- accennano appena l’idea della morte. La Madonna, serenamente assopita, dorme nella gloria che discende su di Lei. Chi le sta intorno non la piange ma la onora: è il prevalere della santità sulla morte, della luce sulle tenebre.

LA  DONNA VESTITA DI SOLE
Ma in questa piccola icona, commenta Attila Faj, (2) vi è un’ulteriore fase da considerare. Infatti sul petto della Trinità, sopra il suo cuore, è stato dipinto il volto di una bambina   raggiante come il sole, simbolo della donna   vestita di sole dell’Apocalisse, riferito a Maria. (3)Sopra la Trinità, a destra e a sinistra, si librano in volo radente due Angeli che toccanocon delicatezza i due lati della mandorla verde-azzurra solcata  da raggi dorati che avvolge la Trinità e Maria:anch’essi inclinano la testa verso la Trinità, più esattamente, così come  il Vegliardo a sinistra e i due apostoli a destra, verso il Sole che sta sul petto di essa. E’ lì il centro di gravità dell’intera composizione. A sollevare lo sguardo e a contemplare pienamente il Volto della Trinità è solo Maria, la mulier amicta sole.

L’UNICITA’
Come ha rilevato Attila Faj, essa occupa un posto eccezionale in assoluto nella vastissima iconografia  sulla rappresentazione della dormizione e assunzione della Vergine tanto che per la sua peculiarità ha posto in difficoltà gli esperti per una valida interpretazione.  A differenza  di altre icone dello stesso soggetto       che risultano assai complesse, gremite di figure  e per lo più dipinte dopo l’anno Mille, il Quadretto venerato a Montallegro  è estremamente semplice e, nello stesso tempo, concentrato sull’essenziale al punto da sfiorare la tensione drammatica.  Sono molti i fattori che rivelano la sua nobile e vetusta fattura. Infatti, questa piccola icona è completamente spoglia dei motivi che potrtebbero distogliere l’attenzione di chi guarda (la folla deglia astanti i a destra e a sinistra del letto di morte, angeli che si librano nell’aria o figure in vari atteggiamenti davanti al letto funebre   che interpretano alcune leggende). Il  movimento dell’azione non mira ad allontanare lo sguardo dello spettatore nello spazio infinito, ma attira gli occhi al centro del quadro, sulla figura della Trinità. Gli apostoli sono già raccolti tutti insieme sulla terra. Sono tutti uniti e vicinissimi alla Vergine dormiente che venerano a destra e a sinistra del letto.

LA TENEREZZA DELLA TRINITA’
Le due icone più note  di  Andrej Rubleb, la Madonna della Tenerezza e la Trinità, esaltano l’unicità della piccola icona di Montallegro nella quale, a sostenere Maria che rinasce alla Vita non è il Figlio da Lei generato,  come appare in tutta la vasta iconografia delle  Dormizioni, ma la Trinità che l’ha generata.
Potremmo quindi dire che nell’Icona di Montallegro    a sostenere Maria che rinasce alla vita è la Tenerezza della Trinità che con amore infinito la pone poi, gloriosa e benedicente, sul suo cuore.                                                       

(1) L’audace raffigurazione della Trinità un corpo, un collo, tre teste,  per molto tempo è stata ritenuta dalla Chiesa,  eretica o almeno vergognosa , tanto da dover essere nascosta in quanto poteva rendersi oggetto di derisione. E’  un’ulteriore prova dell’antichità  del dipinto che senza dubbio può collocarsi molto prima del X secolo
(2)  Attila Faj, dal 1947 al 1948 è stato Docente di Filosofia  Moderna Inglese  alla Facoltà di Filosofia di Budapest . Dal 1957 al 1994 Docente all’Università di Genova , vi ha introdotto la Cattedra di Lingua Ungherese, Filosofia della Scienza , Letteratura Comparata e Logica Moderna.
(3) Purtroppo, durante il recente restauro dell’icona nell’autunno del 1989, è scomparsa gran parte di questo volto solare, sono però rimasti intatti i raggi emanati da esso.
 

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