Santuario N.S. Montallegro

Montallegro: Piccola Lourdes

 

4 settembre 2010

FONTE: Secolo XIX  (Simone Schiaffino)

 

Pellegrinaggio dei malati e degli anziani al Santuario di Montallegro.

 

Come in una piccola Lourdes, ammalati e infermi salgono al sagrato del santuario. E lo fanno utilizzando il nuovo ascensore che dalla strada porta all’ingresso del tempio. Si respira un’aria di fede e devozione: a ogni arrivo l’elevatore, recentemente realizzato proprio per risparmiare la monumentale scalinata agli anziani e a chi ha problemi di deambulazione, fa uscire fedeli, accompagnatori, suore. Sotto un sole splendente la facciata ornata di statue è di un bianco accecante, e sotto al sagrato si staglia la sagoma del Tigullio occidentale, il promontorio di Portofino e poi mare, e altro mare.

L’istantanea è di ieri pomeriggio, al santuario di Montallegro, a Rapallo, dove è stata organizzata una messa dedicata ai fedeli ammalati, infermi, molto anziani. «Come una piccola Lourdes», dice con soddisfazione don Salvatore Orani, rettore del Santuario. Tra le suore che entrano in chiesa il primato della più anziana spetta di diritto a suor Maria di Gesù, delle Gianelline di Chiavari: cento anni tondi tondi e due volontari che la aiutano a salire sull’ascensore per arrivare al santuario. Velia Malinverni, di Rapallo, sta per entrare in chiesa. «Sono qui per un voto - dice la donna - L’ho fatto quando mio marito si è ammalato. Poi è guarito, e oggi è venuto qui con me». Ed eccolo, il marito della donna, che la segue a poca distanza: è Eugenio Oneto. I due si stringono teneramente la mano. «Ci siamo sposati qui, ormai 40 anni fa - racconta l’uomo - e da allora siamo devoti a questo santuario».

Il nuovo ascensore rende ancora più accessibile ai fedeli il tempio sulle alture di Rapallo ed è normale che il rettore lo presenti come un “valore aggiunto” offerto a tutti coloro che desiderano frequentare la chiesa di Montallegro. «Lo abbiamo inaugurato un anno fa - dice don Orani - e da allora l’ascensore ha fatto sì che molti fedeli che hanno problemi di deambulazione potessero tornare a pregare in questa chiesa. In altre parole questo elevatore ha riportato molta gente al santuario. E quello odierno sarà un appuntamento che ripeteremo ogni anno».

Arrivano sul sagrato due anziane suore, non due suore “qualunque”. «Siamo le ultime suore della congregazione di Montallegro - dicono suor Anna e suor Teresa - e siamo le ultime due suore di Montallegro». Molto atteso, tra i fedeli, è l’arrivo del vescovo di Chiavari: sarà monsignor Alberto Tanasini ad officiare la messa nella giornata dedicata agli infermi e ammalati. Poco prima delle 15.30 ecco che le porte dell’ascensore si aprono, e il vescovo di Chiavari riceve l’abbraccio del “padrone di casa”, don Orani. «Quando sono stato invitato a questa messa ho accettato molto volentieri - dice monsignor Tanasini - L’ascensore di cui il santuario s’è dotato rappresenta lo sviluppo naturale di quest’opera. La chiesa di Montallegro, così, è nuovamente accessibile a chi non può più contare sulla forza delle gambe».

Altri fedeli “sbarcano” dall’elevatore, alcuni sorretti dai numerosi volontari delle pubbliche assistenze rapallesi, presenti in massa con militi e ambulanze. E tra i devoti c’è anche chi è venuto da molto vicino. «Siamo di San Maurizio ai Monti - dice Elice Cuneo - e da decenni siamo devoti alla Madonna di Montallegro». La donna è accompagnata dal marito, Vittorio Pendola. « siamo qui per “provare” l’ascensore, e per vedere il vescovo. E comunque veniamo al santuario tutte le domeniche».

Da Rapallo arriva Elena Piccardo: «Sono molto legata a questo luogo - spiega - e la bella giornata mi ha convinta a partecipare a questa messa a Montallegro». Poco prima dell’inizio della funzione religiosa, gli ultimi fedeli si attardano ad entrare al santuario, mentre gli altoparlanti all’esterno della facciata diffondono il rosario. «Con i miei 93 anni la scalinata di questa chiesa era diventata un ostacolo quasi insormontabile - racconta Tina Masieri di Rapallo - E quando ho saputo che si poteva utilizzare l’ascensore ho deciso di venire. E continuerò a farlo». La chiesa è ormai gremita quando monsignor Tanasini entra dall’accesso principale: le due ali di fedeli si aprono per lasciarlo passare, fino all’altare, accompagnato da don Orani, per la celebrazione della funzione dedicata agli infermi.

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